|
(Foto Gullì)
Un illustre ospite del nostro paese si ritrova quasi per caso a Teatro. Teatro Tempo Nuovo , per l'esattezza. Va in scena Brecht, che con le sue Eccezioni e Regole per la prima volta viene proposto su un palcoscenico. L'ospite ne rimane affascinato e ritiene doveroso mettere per iscritto le emozioni da lui provate di fronte a questo evento. Memorie che ci fa pervenire e che noi, molto lietamente, pubblichiamo. Atto doveroso all'ennesima stagione trionfale di Tempo Nuovo. La speranza è sempre quella di migliorarsi, E Tempo Nuovo riesce a realizzare da ormai diversi anni questa innata speranza umana. Ecco questa bella testimonianza. Chiusura della stagione teatrale 2008 di Tempo Nuovo - “La Eccezione e la Regola” : un Lavoro eccellente . Domenica 13 maggio invitato per caso da amici,mi sono trovato al teatro tempo nuovo di Chiaravalle e sono rimasto a dir poco sorpreso. Si rappresentava un’opera di Brecht “La eccezione e la regola” che,tra l’altro costituiva una novità in quanto mai rappresentata o allestita per la scena. Prima dello spettacolo ho avuto modo di leggere la locandina ed il mio scetticismo aumentava non fosse altro che a rappresentare questo allestimento erano degli attori non professionisti ,anche se frequentanti un laboratorio teatrale. Ho creduto sin dal primo istante ad un allestimento provvisorio con una punta di presunzione che mal si addice a chi porta in scena tale Autore . Ma dopo pochi minuti dall’apertura dl sipario mi sono reso conto che Vi era una atmosfera magica ,emozionante e le innumerevoli scene in versione multimediale scorrevano con una semplicità perfetta, raccontavano e si raccontavano da sole,trascinandomi in un percorso quasi fiabesco nel raccontare temi di una universalità ed attualità duri come magigni . I rapporti umani,la disumanità brechtiana , la violenza espressiva del testo rappresentato ,l’atavico conflitto sociale tra classi ,era reso palpabile e coinvolgente ,ho avuto la impressione che non ero uno spettatore ma un Individuo che partecipava a quel dramma di umanità perduta. Ad un certo punto , finito questo viaggio ci si è catapultati in un’aula di tribunale allestita dagli attori e venuta fuori quasi dal nulla che mi ha catapultato nella realtà che da giornalista vivo ogni giorno . Un processo,un colpevole ,dei testimoni,una corte rappresentata inaspettatamente da tre giudici donne che incalzava come una inquisizione di lontana memoria su l’unica parte umana della storia ,la vittima e la di lui moglie . Tutto è stato così crudele e nello stesso tempo cinico ,pervaso però da una umanità disarmante ,che ci interrogava sui valori della giustizia e non della legge che è cosa diversa dalla giustizia. Un processo farsa celebrato splendidamente ,impresso di diritto e di morale, quella borghese e benpensante che pensa solo ed esclusivamente al mantenimento dello stato delle cose ,qualunque cosa accada. Mi sono sentito quasi defraudato del mio senso di giustizia e, con la lettura della sentenza , mi sentivo coinvolto negativamente e notavo che anche il pubblico presente in sala avesse qualche moto di insofferenza verso tale epilogo. Ma con lo scorrere delle foto finali da Socrate a Mandela fino a Enzo Tortora, tutto ha avuto un senso ,la giustizia ha trionfato alla fine, a dispetto della legge che presenta sempre le sue lacune imposte dalla società e dal potere. Ho la locandina in mano e voglio ricordare gli attori : Umberto Palmeri,Macrì Pierpaolo,Corrado Nicola,Enza Malocco,Francesco Iezzi,Francesca Borello,Anna Maria Taverna e Francesca Staglianò . Una nota doverosa per le struggenti romanze che hanno accompagnato il lavoro, eseguite magistralmente da Paola e Sergio Sangiuliano . Della regia,se così si può chiamare in termini positivi per tale allestimento , non occorre dire nulla ,ma mi riprometto di farlo direttamente nei prossimi giorni o di persona appena avrò l’occasione di ritornare in questo piccolo grande Teatro. Ho ritenuto doveroso fare i nomi di tutti ,presi dalla locandina,come forma di ringraziamento per aver trascorso una spendida serata di teatro e di cultura in una terra avida e assente ,per tanti aspetti, da tutto questo. Roma 12.5.08 |